Un pannello monocristallino è composto da celle di silicio tagliate da un lingotto a cristallo singolo, ottenuto con il processo Czochralski: l'assenza di bordi di grano tra cristalli diversi riduce la ricombinazione delle cariche e permette efficienze di modulo oggi fra il 21% e il 25%.

Come si riconosce a colpo d'occhio?
Dal colore uniforme, quasi nero, e dalle celle con gli angoli smussati — una traccia visibile del lingotto cilindrico da cui vengono tagliate. È l'opposto dell'effetto «a mosaico» bluastro tipico del pannello policristallino, che oggi è quasi scomparso dal mercato.
Quanto è efficiente rispetto alle altre tecnologie?
Nel quarto trimestre 2024 l'efficienza media ponderata dei moduli in silicio cristallino era del 22,7%, con un massimo del 24,8% fra i moduli dei dieci maggiori produttori mondiali. Negli ultimi dieci anni l'efficienza dei moduli monocristallini commerciali è salita da circa il 17% a quasi il 25% — un progresso costante, non un salto isolato.
Quale cella si usa oggi su un pannello monocristallino?
Il silicio monocristallino è il substrato: la tecnologia di cella applicata sopra di esso è ciò che distingue davvero un modello dall'altro oggi. Le tre in commercio sono PERC, ormai in fase di sostituzione, TOPCon, diventata lo standard mainstream, e l'eterogiunzione (HJT), di fascia più alta.