Domande frequenti sul fotovoltaico
Detrazione, permessi, tempi, energia immessa e casi particolari: le risposte alle domande che ricorrono di più, tutte in un posto solo.
Quanto costa l'analisi?
Niente. Non chiediamo dati di pagamento, non c'è una versione a pagamento, non c'è un abbonamento. Ci paga l'installatore quando gli presentiamo una richiesta reale, e solo se decidi tu di andare avanti.
Sono obbligato a qualcosa dopo aver ricevuto lo studio?
No. Lo studio preliminare è un documento informativo: non è un preventivo, non è un'offerta contrattuale, non c'è niente da firmare. Puoi leggerlo, archiviarlo, portarlo a un altro installatore per confronto. Se non ci scrivi più, non succede nulla.
Come funziona la detrazione fiscale?
Il fotovoltaico su un'abitazione rientra tra gli interventi di recupero edilizio: nel 2026 si detrae il 50% per l'abitazione principale e il 36% negli altri casi, entro 96.000 € per unità immobiliare e in 10 anni. Attenzione: è una riduzione dell'IRPEF che paghi, quindi serve capienza fiscale.
Conviene installare entro il 2026?
Sulle aliquote, sì: la normativa vigente prevede una riduzione a partire dal 2027. Fa fede la data in cui sostieni la spesa. Detto questo, non è una scadenza da rincorrere in tre giorni — un impianto dimensionato male per fare in fretta costa più di qualche punto di detrazione.
Cosa succede all'energia che non consumo?
Va in rete e ti viene pagata, ma molto meno di quanto costa quella che prelevi. Lo Scambio sul Posto — il meccanismo storico — è chiuso ai nuovi impianti: oggi il riferimento è il Ritiro Dedicato del GSE. Per questo il valore di un impianto dipende soprattutto da quanta energia riesci a usare mentre viene prodotta.
Serve il permesso del Comune?
Nella generalità dei casi no: l'installazione sul tetto rientra nell'edilizia libera. Dall'11 dicembre 2025 la regola è stata estesa anche ai centri storici, con parere della Soprintendenza non più vincolante. Restano i casi degli immobili con vincolo culturale diretto e delle aree con vincolo paesaggistico, dove serve un passaggio in più.
Serve comunque un sopralluogo?
Sì, sempre, ed è la parte che il satellite non può sostituire: stato della copertura, portata strutturale, quadro elettrico, ostacoli piccoli. Il sopralluogo è gratuito e non impegna a nulla. Lo studio preliminare serve a decidere se vale la pena farlo.
Quanto posso risparmiare in bolletta?
Dipende da tre cose: quanto consumi, quando lo consumi, e quanto rende il tuo tetto. Sono esattamente le tre cose che calcoliamo nello studio preliminare, sul tuo indirizzo. Chi ti dà una cifra prima di aver visto il tuo tetto e i tuoi consumi la sta inventando.
Recupero davvero tutta la detrazione?
Solo se hai capienza fiscale sufficiente: la detrazione riduce l'IRPEF dovuta, e la parte che supera l'imposta dell'anno si perde. Chi ha un reddito complessivo sopra 75.000 ha anche un tetto generale che coinvolge tutte le detrazioni dell'anno, fotovoltaico incluso. È la domanda giusta da fare al tuo commercialista, non a noi.
Posso ancora usare lo sconto in fattura o la cessione del credito?
No, non sono più disponibili per il fotovoltaico residenziale ordinario. È un'eredità del Superbonus, abolito salvo l'eccezione dei comuni del cratere sismico.
Ho già un impianto: posso aggiungere una batteria e detrarla?
Sì, sia se la installi insieme a un nuovo impianto sia in un momento successivo, nello stesso massimale di detrazione dell'impianto.
Quanto tempo passa dalla richiesta all'impianto acceso?
L'installazione vera e propria dura in genere pochi giorni. La parte lunga sono le pratiche — connessione al distributore e attivazione — che dipendono dal comune e dal gestore di rete: te le indichiamo nel dettaglio dopo il sopralluogo.
Cosa succede ai pannelli con grandine, neve, vento?
I moduli in commercio sono certificati per resistere ai carichi di vento e neve della tua zona secondo le norme tecniche vigenti. La grandine è coperta dalle certificazioni di prodotto e, tipicamente, dall'assicurazione della casa. Nessuna garanzia nostra su prodotti che non forniamo direttamente.
Se vendo casa?
L'impianto è una pertinenza dell'immobile e si trasferisce con esso; le quote di detrazione residue seguono di norma l'immobile, salvo diverso accordo tra le parti nell'atto di vendita. È un punto da chiarire col notaio in fase di rogito, non qualcosa su cui improvvisare.
Il tetto è vecchio, devo rifarlo prima?
Dipende, e non si vede dal satellite. Se il manto va rifatto entro pochi anni, conviene farlo prima: smontare e rimontare un impianto costa. È una delle prime cose che guarda il tecnico in sopralluogo.
Sono in affitto o in condominio: posso comunque fare qualcosa?
Spesso sì, con un percorso diverso da quello standard: dipende se hai una porzione di tetto a uso esclusivo, se serve il consenso del proprietario o una delibera assembleare.
L'incentivo del 65% vale anche per il fotovoltaico?
No, e la distinzione conta. Il Conto Termico 3.0 arriva fino al 65% di contributo in conto capitale, ma su un'abitazione privata incentiva la sostituzione dell'impianto termico — tipicamente con una pompa di calore — non il fotovoltaico, nemmeno se lo installi contestualmente. Il fotovoltaico abbinato alla pompa di calore rientra nel Conto Termico solo nel terziario: uffici, negozi, alberghi, capannoni. Sul residenziale il fotovoltaico si finanzia con la detrazione.
Posso prendere il Conto Termico sulla pompa di calore e la detrazione sul fotovoltaico?
Sì, se restano due interventi distinti con spese rendicontate separatamente. Il vincolo è preciso: il Conto Termico è «non cumulabile sulla stessa spesa» — vale per spesa, non per immobile. Quello che non puoi fare è coprire la stessa fattura con entrambi gli strumenti. È il punto su cui si sbaglia più spesso, in tutte e due le direzioni: c'è chi crede di poter sommare, e chi rinuncia a un incentivo convinto che l'altro lo escluda.
Ho una pompa di calore, o sto per installarla: cambia la convenienza del fotovoltaico?
Sì, ed è probabilmente il fattore singolo che pesa di più. Una pompa di calore sposta il riscaldamento dal gas all'elettrico e concentra il consumo nelle ore in cui l'impianto produce: alza la quota di autoconsumo, che è ciò da cui dipende il risparmio reale. Lo stesso tetto, con la stessa produzione, rende molto meno su un profilo esclusivamente serale. Se stai valutando le due cose insieme, vanno decise insieme — dimensionare il fotovoltaico ignorando una pompa di calore in arrivo porta quasi sempre a un impianto troppo piccolo.
Conviene entrare in una comunità energetica?
Dipende da dove sei e da chi c'è intorno. La tariffa incentivante arriva fino a 120 €/MWh sull'energia condivisa, per impianti fino a 200 kW e per 20 anni. Premia l'energia che immetti e che un altro membro, collegato alla stessa cabina primaria, consuma nello stesso momento. Non sostituisce l'autoconsumo e non lo precede: conviene valutarla dopo aver capito quanta energia usi tu, perché è sull'eccedenza che lavora.