Guida · Nel mondo

Il fotovoltaico nel mondo: modelli a confronto

Germania, Spagna, Stati Uniti, Cina, Paesi Bassi, Australia: sei modi diversi di remunerare chi installa pannelli sul tetto, e cosa insegnano.

Non esiste un solo modo di remunerare chi mette pannelli sul proprio tetto. Ogni paese ha scelto un meccanismo diverso, e ogni meccanismo ha prodotto risultati diversi — compresi alcuni errori istruttivi. Guardarli insieme aiuta a capire perché certe scelte italiane (scambio sul posto chiuso, ritiro dedicato, detrazione fiscale) sono quello che sono.

Germania: il pioniere del feed-in tariff

La Germania ha inventato, con la legge EEG del 2000, il modello che tutti gli altri hanno poi copiato o adattato: una tariffa fissa garantita per ogni kWh immesso in rete, per vent'anni. Nel 2016 un piccolo impianto residenziale riceveva circa 12,3 centesimi per kWh. Il risultato fu un mercato solido e prevedibile: oltre 100 GW di capacità cumulata nel 2025, con quasi due terzi della potenza installata concentrata in impianti sotto i 500 kW — la firma di un mercato guidato dai piccoli proprietari, non solo dai grandi investitori.

Spagna: dalla tassa sul sole al boom

La Spagna ha fatto l'errore opposto, e poi lo ha corretto. Il Regio Decreto 900/2015 introdusse il famigerato «impuesto al sol», una tassa sull'autoconsumo che quasi azzerò il mercato fra il 2012 e il 2016 — citato ancora oggi come un caso di scuola di come non sviluppare le rinnovabili. L'abrogazione, avviata a fine 2018, ha aperto la strada a una crescita rapidissima: 10,1 GW di nuovo fotovoltaico nel solo 2025, con le rinnovabili arrivate al 64% della generazione elettrica nazionale.

Stati Uniti: cinquanta mercati diversi, e la lezione della California

Negli Stati Uniti non esiste una regola unica: il net metering varia stato per stato, dalla compensazione a tariffa piena (storicamente California, New York, Vermont) al semplice costo evitato in altri stati. Il caso più istruttivo è la California: da aprile 2023 il regime NEM 3.0 ha tagliato di circa il 75% il valore dell'energia esportata dai nuovi impianti residenziali. L'effetto è stato immediato — la domanda di nuovi impianti solo fotovoltaici è crollata fra il 65% e l'80% — ma ha anche spinto l'adozione delle batterie, che in poche settimane sono passate dal 10-15% al 47% degli impianti venduti. Nel 2025 anche il credito d'imposta federale (25D) per il fotovoltaico residenziale è stato abolito, con effetto dal 1° gennaio 2026: un segnale di quanto un incentivo, per quanto consolidato, resti soggetto a decisioni politiche rapide.

Cina: enorme scala, e una crescita rurale sorprendente

La Cina supera 1.100 GW di capacità fotovoltaica cumulata nel 2025 — oltre un terzo del totale mondiale — ma la parte meno raccontata è la crescita del fotovoltaico distribuito su piccola scala, spesso rurale: dai 3 GW del 2018 (7% delle nuove installazioni annue) ai quasi 22 GW del 2021 (40% del nuovo installato), sostenuto da un programma statale di elettrificazione rurale. La garanzia di prezzo fissa, introdotta nel 2011, si è chiusa nel giugno 2025: il mercato cinese si sta spostando verso le aste competitive anche sul distribuito.

Paesi Bassi: il regime più generoso d'Europa, in smantellamento

Il net metering olandese (salderingsregeling), storicamente 1:1 — un kWh immesso vale esattamente un kWh prelevato — ha portato quasi un terzo delle abitazioni ad avere pannelli entro il 2023. È anche il regime meno sostenibile per la rete a lungo termine: il governo ne ha programmato la fine per il 1° gennaio 2027, in una transizione più lenta di quanto inizialmente previsto.

Australia: perché un tetto su cinque ha i pannelli

L'Australia ha oggi oltre 4,3 milioni di impianti residenziali per 28,3 GW, con più del 20% delle case unifamiliari che ha pannelli sul tetto — il tasso di penetrazione più alto al mondo. Le ragioni si sommano: un irraggiamento medio molto alto su gran parte del continente, un costo dell'elettricità di rete storicamente elevato, un costo dell'impianto sceso sotto la metà di quello della rete già dal 2013, e certificati di piccola scala (STC) che abbassano il costo d'acquisto del 25-30% con continuità da oltre quindici anni.

Edificio residenziale con pannelli fotovoltaici sul tetto a Friburgo in Brisgovia, Germania
Pannelli solari su un edificio residenziale a Friburgo, Germania — uno dei mercati fotovoltaici più maturi d'Europa. (foto rappresentativa della tecnologia, non del modello specifico citato).Foto: FreyGruppe · CC BY-SA 4.0 · fonte

Cosa insegna il confronto?

Nessun meccanismo è privo di compromessi. Una tariffa fissa (Germania, Australia) dà la massima prevedibilità ma perde valore con il tempo. Il net metering puro (Paesi Bassi, USA storicamente) massimizza il ritorno del proprietario ma diventa insostenibile per la rete oltre una certa diffusione, ed è per questo il più esposto a revisioni improvvise — come si è visto in California e come si vedrà in Olanda nel 2027. Un sussidio in conto capitale (Australia, Cina) abbassa la barriera d'ingresso senza legarsi al prezzo dell'energia. L'Italia, con lo scambio sul posto ormai chiuso a nuove adesioni e il ritiro dedicato come riferimento — vedi la pagina incentivi — si è mossa nella stessa direzione della Spagna e della California: meno compensazione diretta sull'energia immessa, più enfasi sull'autoconsumo.

Fonti: Wikipedia — Net metering in the United States · Wikipedia — Solar power in Australia · Wikipedia — Solar power in the Netherlands · Wikipedia — Solar power in Spain · pv magazine — California NEM 3.0

Vuoi sapere cosa produce il tuo tetto oggi?