Una comunità energetica rinnovabile (CER) è un'associazione di cittadini, imprese, enti locali o religiosi che si organizzano per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili tra impianti collegati alla stessa cabina primaria: la condivisione è virtuale, sui dati dei contatori, non un cavo fisico dedicato fra i partecipanti.
Come funziona la condivisione, in pratica?
Chi ha un impianto fotovoltaico continua a consumare la propria energia come prima; l'eccedenza immessa in rete viene misurata insieme ai prelievi degli altri membri della comunità collegati alla stessa cabina primaria. Il gestore del meccanismo — il GSE — calcola l'energia condivisa oraria e versa un incentivo economico aggiuntivo alla comunità, oltre al normale compenso per l'energia immessa. Non serve alcuna opera fisica: si aderisce con un contratto, non con un cavo nuovo.
È la stessa cosa dell'autoconsumo di un singolo tetto?
No: un impianto fotovoltaico domestico tipico serve un'unica utenza, con l'eccedenza ceduta alla rete tramite scambio sul posto o ritiro dedicato. Una CER aggrega più utenze indipendenti — tipicamente famiglie di un condominio o di un quartiere senza tetto adatto proprio, imprese, un comune — attorno a uno o più impianti condivisi, con un incentivo pensato apposta per premiare l'energia consumata localmente e nello stesso momento in cui viene prodotta. Per le cifre aggiornate dell'incentivo, vedi la pagina incentivi.