L'agrivoltaico è un impianto fotovoltaico progettato per convivere con la coltivazione o il pascolo sul terreno sottostante: i moduli sono sollevati su strutture che lasciano passare macchinari agricoli, oppure orientati e spaziati per garantire luce sufficiente alle colture, a differenza di un impianto fotovoltaico a terra convenzionale che occupa il suolo in modo esclusivo.

Non è solo un modo per aggirare il vincolo di non costruire su terreno agricolo?
È il sospetto più comune, e la normativa italiana lo riflette: gli incentivi dedicati all'agrivoltaico richiedono che la produzione agricola e la pastorizia continuino effettivamente sotto o fra i pannelli, con requisiti minimi di continuità colturale monitorati, a differenza di un impianto fotovoltaico a terra ordinario, per cui il consumo di suolo agricolo è normato in modo più restrittivo. La distinzione regolamentare esiste proprio per separare i progetti che integrano l'agricoltura da quelli che la sostituiscono con il solo pretesto del nome.
Ha senso per un tetto residenziale?
No: l'agrivoltaico è per definizione un impianto a terra su superficie agricola, non una tipologia applicabile a un tetto di abitazione. Per chi ha un tetto e non un campo, resta il fotovoltaico residenziale ordinario descritto nel resto di questa guida.
Fonti: GSE — Agrivoltaico